SITO IN ALLESTIMENTO
dai il tuo contributo condividendo quello che hai imparato






Sic vos non vobis In quanti, passeggiando per Città della Pieve, si saranno chiesti cosa si cela dietro la frase sibillina "Sic vos, non vobis", scopita sulla fontana della Rocca?
In anni di grandi sconvolgimenti a causa delle guerre civili (prima lo scontro tra Cesare e Pompeo, culminato con la sconfitta di quest’ultimo a Farsalo nel 48 a.C., poi l’uccisione di Cesare nel 44 a.C. in una congiura, poi lo scontro tra Ottaviano Augusto e Marco Antonio da una parte e i cesaricidi Bruto e Cassio dall’altra, culminato con la battaglia di Filippi nel 42 a.C.), nottetempo qualcuno scrisse sulla porta dell'imperatore Ottaviano Augusto i seguenti versi:
Nocte pluit tota, redeunt spectacula mane:
Divisum imperium cum Jove Caesar habet
(E' piovuto tutta la notte, tornano le meraviglie del mattino:
Cesare ha l'impero diviso con Giove)

Batillo, un poetastro, fa credere a tutti che questi versi siano suoi e ne riceve le lodi dall'imperatore stesso.
Successivamente, sulla porta dell'imperatore, vennero scritte altre misteriose parole, ripetute quattro volte:
"Sic vos, non vobis".
L'imperatore chiese a tutti di spiegare cosa volessero dire quelle parole, ma nessuno riuscì a dare una spiegazione convincente.
Solo allora Virgilio si decise a presentarsi di persona al suo cospetto e svelo' finalmente il mistero.
Per prima cosa recito' i versi che gli erano stati rubati, poi aggiunse:
Hos ego versiculos feci, tulit alter honores
(Io ho scritto quei versi, ma un altro ne porta l'onore)

Ed infine:
Sic vos non vobis nidificatis aves
(Così voi uccelli nidificate ma non per voi stessi),
Sic vos non vobis vellera fertis oves
(Così voi buoi trainate gli aratri ma non per voi stessi),
Sic vos non vobis mellificatis apes,
(Così voi api fate il miele ma non per voi stesse),
Sic vos non vobis fertis aratra boves.
(Così voi pecore portate la lana ma non per voi stessi).

Le frasi misteriose descrivevano, dunque, qualcuno che fatica tanto per fare una cosa, e qualcun altro che se ne prende i meriti, come nel caso di Virgilio. Ma anche come nel caso degli animali citati nei suoi versi!
La morale è la stessa: loro faticano, ma il beneficio della lana o del miele o del capo arato, lo gode qualcun altro.

Nel caso della fontana, forse, la frase è rivolta alle acque, che scorrono non per loro stesse, ma per il bene cittadino.

Pubblicato da CST Città della Pieve (fonte: http://visitcittadellapieve.blogspot.it/2012/03/sic-vos-non-vobis.html ).

Clicca qui per visualizzare una pagina di storia Patria che forse spiega il detto bocconiano "passare tra i leoni", e che fa pensare molto alla vicenda appena descritta.

Il 15 dicembre 1702, quarantasette ronin, samurai giapponesi disonorati dall'essere rimasti senza padrone, assaltano la dimora del mandate del suo assasinio, e lo uccidono. Simbolo di giustizia implacabile, diventano leggenda nazionale grazie ai loro ideali ed in particolare per il Bushido (=la via del guerriero), un codice di condotta militare e morale all'insegna di uno stile di vita irreprensibile e altruista (fonte: Wikipedia).
Clicca sull'icona per visualizzare l'immagine a tutto schermo